
🚶 Camminare è naturale… o almeno dovrebbe esserlo
Camminare è uno dei gesti più automatici che compiamo ogni giorno. Non ci pensiamo nemmeno: ci alziamo e andiamo. Eppure, dietro ogni passo si nasconde un vero e proprio schema motorio complesso, fatto di appoggi, rotazioni, equilibri e compensazioni.
Il problema nasce quando questo gesto così quotidiano non è più funzionale, ma si trasforma in un’abitudine sbilanciata che può avere conseguenze su tutto il corpo: dal piede alla cervicale.
⚠️ Il passo scorretto: una causa sottovalutata di dolore
Molte persone arrivano in studio lamentando mal di schiena, tensione cervicale, dolore al ginocchio o all’anca, senza rendersi conto che una parte del problema potrebbe partire… dal modo in cui camminano.
Ogni passo eseguito male crea una catena di micro-adattamenti: se il piede appoggia male, il ginocchio compensa; se il bacino si muove in modo asimmetrico, la colonna vertebrale si adatta; se il passo è rigido, anche le spalle si irrigidiscono.
E il corpo, nel tempo, presenta il conto sotto forma di dolore, stanchezza o rigidità.
🔍 I 5 segnali da osservare nella tua camminata
- Appoggio in valgo
Il piede cede verso l’interno: un segnale che può compromettere la stabilità e sovraccaricare le ginocchia. È più frequente di quanto si pensi, soprattutto in chi sta molto in piedi o usa scarpe inadeguate. - Passo troppo corto o troppo lungo
Un passo eccessivamente ridotto (tipico della sedentarietà) o troppo ampio (spesso per compensazione) può interrompere la fluidità del movimento e creare tensioni. - Fianchi che ondeggiano lateralmente (lateral hip shift)
Un bacino instabile può indicare debolezza nei muscoli del core o schemi motori alterati. Questo spostamento può riflettersi su tutta la colonna. - Rigidità delle spalle o postura chiusa
La camminata non riguarda solo gambe e piedi: anche la parte alta del corpo partecipa al gesto. Se le spalle sono rigide o chiuse in avanti, tutta la dinamica del passo ne risente. - Piede che non “rulla” correttamente
Il piede dovrebbe appoggiarsi al suolo passando dal tallone alla punta in modo fluido. Se questa rullata è parziale o interrotta, si perdono forza propulsiva e stabilità.
👁️ E se il problema partisse… dagli occhi?
Un elemento spesso ignorato nella valutazione della camminata è il recettore oculare.
I movimenti degli occhi, infatti, hanno un’influenza diretta sulla posizione della testa e, di conseguenza, sull’intera postura.
Un deficit o uno squilibrio nella coordinazione oculare può portare a:
- rotazioni anomale del capo;
- adattamenti posturali compensatori;
- un appoggio asimmetrico dei piedi;
- una camminata “ruotata” o sbilanciata, anche se apparentemente normale.
Questo accade perché il sistema visivo lavora in stretta connessione con il sistema vestibolare e propriocettivo, cioè con i sistemi che regolano l’equilibrio e l’orientamento nello spazio.
Quando uno di questi recettori (in questo caso l’occhio) è disallineato, il corpo intero si adatta per “raddrizzarsi”… anche se lo fa nel modo sbagliato.
👉 Per questo motivo, a Kinema Lab analizziamo il movimento in modo globale, tenendo conto anche dei recettori (occhio, piede, bocca), per capire da dove parte realmente il problema.
💪 Si può migliorare? Assolutamente sì.
La buona notizia è che il nostro cervello è plastico: si può riprogrammare il gesto motorio attraverso una correzione recettoriale con esercizi mirati, consapevolezza e un approccio integrato.
Con il giusto percorso, puoi:
✔️ Riequilibrare i recettori come l’occhio
✔️ Migliorare l’appoggio del piede
✔️ Riacquistare fluidità nel passo
✔️ Prevenire dolori articolari ricorrenti
✔️ Aumentare energia e stabilità nella vita quotidiana
🎯 Il primo passo per camminare meglio… è accorgersene
Se ti sei riconosciuto in uno dei segnali descritti, non ignorarli.
👉 Vienici a trovare per una valutazione posturale completa: potremmo scoprire che il punto d’origine non è dove senti dolore… ma dove il corpo ha iniziato ad adattarsi.
📍 Kinema Lab Firenze – Il tuo corpo in armonia, la tua vita in movimento
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