Quando il dolore non nasce dove lo senti

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Case Study – Protesi d’anca e dolore compensatorio

Il corpo come sistema integrato

Al Kinema Lab Firenze crediamo che il corpo non funzioni per compartimenti stagni: ogni articolazione, muscolo e catena fasciale è parte di un sistema unico, in costante comunicazione. Per questo, il dolore che avvertiamo in un punto specifico raramente coincide con la causa reale del problema. Il sintomo è spesso solo la “voce più forte” di un equilibrio che si è spezzato altrove.

Il caso: un’anca operata, un dolore altrove

La protagonista di questo caso è una signora di circa 60 anni, sottoposta a intervento di protesi all’anca sinistra. Dopo la riabilitazione post-operatoria di base, la paziente riferisce dolore cronico nella regione collo–spalla destra e fastidio persistente nella zona lombare sinistra.

Durante l’analisi del passo emerge un dato chiaro: la gamba sinistra mostra una scarsa attivazione degli stabilizzatori (in particolare gluteo medio e piccolo); il corpo reagisce con un compenso sulla spalla destra, che interviene per mantenere l’equilibrio e la dinamica del cammino. Un classico esempio di come il corpo “riscrive” la propria biomeccanica per adattarsi, a costo però di creare nuovi sovraccarichi.

Cosa succede dal punto di vista biomeccanico

Quando una gamba perde efficienza, anche solo parzialmente, il corpo attiva una serie di strategie di compenso lungo le catene cinetiche. Nel nostro caso, la gamba sinistra (meno stabile) costringe il lato destro a “tirare” di più, generando:

– rotazioni anomale del bacino, che sollecitano la zona lombare sinistra;

– iperattivazione del cingolo scapolare destro, responsabile del dolore cervicale e scapolare;

– un disallineamento generale nel passo, che altera il carico su tutta la colonna.

Il risultato è un dolore che non nasce dove si manifesta, ma dove il corpo si è visto costretto a compensare.

Il percorso di riequilibrio

Il lavoro terapeutico si è concentrato su tre obiettivi principali:

1. Rilasciare le tensioni secondarie – Tecniche manuali mirate e mobilizzazioni dolci per liberare la spalla destra e la colonna lombare, riducendo i compensi più marcati.

2. Riattivare la stabilità dell’anca sinistra – Esercizi di controllo motorio e attivazione selettiva del gluteo medio e minimo, progressivamente integrati in movimenti funzionali.

3. Rieducare il passo e la simmetria – Training specifico per ristabilire un appoggio bilanciato e un ritmo motorio più armonico tra lato destro e sinistro.

Il focus, come sempre, è stato educare il corpo a ritrovare fiducia nel movimento, restituendo simmetria e coordinazione ai gesti quotidiani.

Il messaggio chiave

Questo caso ci ricorda che il dolore non va mai trattato come un’entità isolata. Un intervento chirurgico, un trauma o una fase di inattività possono modificare gli schemi motori e creare adattamenti che, se non riconosciuti, portano a nuovi disturbi a distanza.

La biomeccanica ci insegna che il corpo non dimentica: registra, si adatta, e se necessario, compensa. Ma ogni compenso ha un costo, e il compito della rieducazione motoria è proprio quello di riconnettere ciò che il corpo ha separato.

Conclusione

Nel lavoro clinico quotidiano, comprendere la logica del movimento è la chiave per affrontare il dolore alla radice. Il sintomo è la traccia, ma la causa è quasi sempre altrove: nelle catene muscolari, nei riflessi posturali, nelle memorie motorie che guidano ogni gesto. Restituire al corpo la sua armonia funzionale significa non solo ridurre il dolore, ma restituire libertà, stabilità e fiducia nel proprio movimento.

Kinema Lab Firenze – Movimento, consapevolezza e biomeccanica applicata.

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