Rigidità e postura: perché stare dritti non significa stare meglio

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Molte persone, soprattutto adulte o anziane, cercano di “stare dritte” per ridurre il dolore.
Spalle indietro, petto aperto, schiena tesa.

All’apparenza sembra una buona strategia.
In realtà, la rigidità non è una postura corretta e spesso è proprio ciò che mantiene o peggiora i dolori ricorrenti.

Capire questa differenza è fondamentale per tornare a muoversi con più libertà.


Rigidità e postura: una confusione molto comune

Nell’immaginario comune, una postura corretta è una postura ferma e controllata.
Il corpo “in asse”, immobile, sempre uguale.

Ma il corpo umano non è progettato per restare fermo.
È progettato per adattarsi e muoversi.

Quando una persona è rigida, spesso non sta proteggendo la schiena o le articolazioni.
Sta semplicemente trattenendo il movimento per paura del dolore o dell’instabilità.


Perché il corpo si irrigidisce

La rigidità non nasce per caso.
È una risposta intelligente del sistema nervoso.

Il corpo si irrigidisce quando:

  • non si sente stabile
  • ha perso fiducia in alcuni movimenti
  • ha accumulato compensi nel tempo

In questo modo cerca di controllare ciò che non percepisce più sicuro.

Il problema è che una strategia utile nel breve periodo, se mantenuta a lungo, diventa limitante.


Rigidità e dolori ricorrenti

Un corpo rigido si muove meno, ma soprattutto si muove sempre nello stesso modo.

Questo porta a:

  • sovraccaricare alcune articolazioni
  • affaticare sempre gli stessi muscoli
  • ridurre la capacità di adattarsi agli imprevisti

È così che compaiono dolori che tornano ciclicamente:

  • schiena
  • cervicale
  • spalle
  • anche

Il dolore non è il segno che “non sei dritto abbastanza”, ma che stai usando strategie poco efficienti.


La postura non è una posizione

Uno degli errori più diffusi è pensare alla postura come a qualcosa da mantenere.

In realtà, la postura è:

  • la capacità di adattarsi
  • la libertà di cambiare posizione
  • la possibilità di muoversi senza paura

Una postura funzionale non è rigida né forzata.
È dinamica.


Perché muoversi meglio significa vivere meglio

Quando il corpo recupera movimento:

  • diminuisce la fatica
  • aumenta la sicurezza
  • tornano gesti quotidiani dimenticati

Camminare più a lungo, giocare, fare sport, piegarsi senza pensarci.
Sono queste le vere conseguenze di una postura funzionale.

La postura serve alla vita, non il contrario.


Il ruolo della valutazione posturale

Una valutazione posturale non serve a dirti come stare fermo.
Serve a capire:

  • dove il corpo si sta trattenendo
  • quali movimenti evita
  • quali compensi utilizza

Da lì si costruisce un percorso che restituisce fiducia al movimento, senza forzature.


Conclusione

Rigidità non vuol dire postura corretta.
Spesso significa solo che il corpo ha smesso di fidarsi del movimento.

Ritrovare una postura funzionale vuol dire tornare a muoversi con libertà, senza paura e senza dolore inutile.

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