
Quando vogliamo migliorare il nostro benessere, il movimento o la nostra efficienza fisica, spesso pensiamo subito agli esercizi da fare.
Cerchiamo una scheda, iniziamo ad allenarci oppure proviamo a modificare qualcosa che ci sembra non funzionare.
Ma prima di decidere come intervenire, c’è una domanda fondamentale: abbiamo davvero compreso da dove partire?
In Kinema Lab il percorso inizia dalla persona. Attraverso un colloquio e una valutazione che comprende l’osservazione della postura, l’analisi dell’appoggio plantare e l’approfondimento di specifiche informazioni recettoriali, cerchiamo di raccogliere gli elementi utili per comprendere meglio la situazione individuale.
L’obiettivo non è applicare un protocollo identico a tutti, ma individuare le priorità e costruire un percorso coerente con le caratteristiche, le esigenze e le motivazioni di chi abbiamo davanti.
Che cos’è la valutazione posturale e recettoriale?
La postura e il movimento sono influenzati dall’interazione di diversi sistemi. Le informazioni provenienti dalla vista, dal piede e dall’apparato stomatognatico, insieme a quelle vestibolari e propriocettive, contribuiscono ai processi che regolano l’equilibrio e l’organizzazione del movimento.
La valutazione posturale e recettoriale di Kinema Lab prende in considerazione alcuni di questi elementi per osservare come si presenta la persona e approfondire, quando necessario, il contributo di specifici recettori.
Il percorso può comprendere:
- un colloquio iniziale per conoscere la persona, le sue esigenze e i suoi obiettivi;
- l’osservazione della postura in statica;
- la valutazione dell’appoggio plantare attraverso il podoscopio;
- la valutazione del recettore visivo;
- la verifica della risposta a specifici stimoli, quando indicata;
- l’approfondimento del recettore stomatognatico, legato alla bocca, quando necessario.
Queste fasi non rappresentano una sequenza rigida da applicare indistintamente. Le osservazioni e gli approfondimenti vengono scelti in base alle informazioni che emergono e alle necessità della persona.
Valutare significa raccogliere informazioni per comprendere meglio la persona, non cercare a tutti i costi qualcosa da correggere.
1. Il colloquio: conoscere la persona prima di valutare il corpo
Ogni percorso inizia dall’ascolto.
Prima di osservare la postura o valutare i recettori, è importante conoscere la persona, capire come si sente, quali difficoltà percepisce e che cosa desidera migliorare.
Il colloquio permette di approfondire aspetti come:
- le esigenze e le aspettative individuali;
- le attività quotidiane e le abitudini motorie;
- le eventuali difficoltà riferite;
- le motivazioni che hanno portato a intraprendere il percorso;
- gli obiettivi che la persona desidera raggiungere.
Non ci interessa soltanto sapere che cosa vorrebbe ottenere, ma anche comprendere perché quell’obiettivo sia importante per lei.
Due persone possono presentarsi con una richiesta simile e avere motivazioni molto differenti. Per questo ascoltare è una parte essenziale della valutazione.
Le informazioni raccolte durante il colloquio aiutano a dare un significato alle osservazioni successive e a definire una direzione di lavoro condivisa.
2. La valutazione della postura in statica
La postura rappresenta uno dei primi elementi che osserviamo durante la valutazione.
Attraverso l’osservazione in statica analizziamo come la persona si dispone nello spazio e quali caratteristiche emergono nella posizione eretta.
Questa fase permette di raccogliere informazioni sull’organizzazione posturale, considerando la persona nel suo insieme anziché concentrarsi esclusivamente su una singola zona del corpo.
È importante ricordare che non esiste un’unica postura ideale valida per tutti e che una differenza posturale, da sola, non dimostra la presenza di un problema né ne identifica automaticamente la causa.
L’osservazione in statica è quindi un punto di partenza: i dati raccolti devono essere messi in relazione con gli altri elementi della valutazione e con le esigenze individuali.
L’obiettivo è comprendere meglio le caratteristiche della persona, non giudicare la sua postura come corretta o scorretta sulla base di un singolo parametro.
3. La valutazione dell’appoggio plantare con il podoscopio
Il piede rappresenta il punto di contatto tra il corpo e il terreno e fornisce informazioni importanti sulle condizioni dell’appoggio.
Per approfondire questo aspetto, in Kinema Lab utilizziamo il podoscopio, uno strumento che consente di osservare l’appoggio plantare e alcune caratteristiche della superficie di contatto.
Questa osservazione contribuisce a completare il quadro della valutazione posturale.
Il piede, infatti, non svolge soltanto una funzione di sostegno: attraverso le informazioni sensoriali legate al contatto con il terreno, partecipa ai processi di regolazione dell’equilibrio e del movimento.
Tuttavia, ciò che osserviamo sul podoscopio non deve essere interpretato isolatamente. Le caratteristiche dell’appoggio vanno considerate insieme agli altri dati raccolti e alle necessità della persona.
In questo modo, la valutazione del piede diventa una parte di un processo più ampio, anziché una semplice analisi della sua forma o della distribuzione del contatto.
4. La valutazione del recettore visivo
La vista non serve soltanto a vedere ciò che ci circonda. Le informazioni visive contribuiscono anche all’orientamento nello spazio e alla regolazione dell’equilibrio e del movimento.
Per questo, nell’approccio recettoriale di Kinema Lab, la valutazione può comprendere approfondimenti dedicati al sistema visivo.
In base alle necessità del caso, possono essere osservati aspetti specifici della funzione visiva e della risposta a determinati stimoli, per comprendere se sia opportuno approfondire ulteriormente questo ambito.
La valutazione non consiste nel presumere che un’alterazione visiva sia necessariamente responsabile di una caratteristica posturale. Si tratta, invece, di verificare se le informazioni raccolte suggeriscano la necessità di ulteriori approfondimenti.
Quando emergono elementi che richiedono competenze o esami specialistici, è importante rivolgersi al professionista sanitario appropriato.
Anche per il recettore visivo, il punto di partenza non è un’ipotesi da confermare, ma una valutazione da interpretare nel contesto della persona.
5. La verifica della risposta a specifici stimoli
Una parte importante del nostro approccio consiste nel verificare, quando indicato, come cambiano determinate risposte durante la valutazione in presenza di specifici stimoli.
Questa fase permette di approfondire le osservazioni iniziali e di raccogliere ulteriori informazioni sul comportamento del sistema posturale.
Non si tratta di applicare uno stimolo e considerare automaticamente ogni cambiamento come la prova di una causa precisa.
La risposta osservata deve essere interpretata con prudenza, in relazione al tipo di stimolo utilizzato, alle condizioni della prova e agli altri elementi emersi durante la valutazione.
L’obiettivo è comprendere se determinate modalità di intervento meritino di essere approfondite e se possano avere un ruolo nel percorso individuale.
Questo passaggio contribuisce a orientare le scelte successive, evitando di basarsi esclusivamente su impressioni o su un singolo risultato.
6. Quando è necessario, si approfondisce il recettore bocca
Anche il sistema stomatognatico, che comprende le strutture coinvolte nelle funzioni della bocca, può essere preso in considerazione all’interno di una valutazione recettoriale.
Non è però un approfondimento da eseguire automaticamente su ogni persona.
Quando le informazioni raccolte durante il colloquio e le altre fasi della valutazione suggeriscono che possa essere pertinente, è possibile approfondire questo ambito.
È importante distinguere l’osservazione funzionale dalla diagnosi odontoiatrica: la valutazione del professionista del movimento non sostituisce quella del dentista o dello specialista competente.
Se necessario, l’approfondimento viene condiviso con le figure sanitarie appropriate, nel rispetto delle rispettive competenze.
Come per gli altri recettori, lo scopo è integrare le informazioni disponibili per comprendere meglio il quadro individuale, senza attribuire automaticamente alla bocca la causa di una determinata caratteristica posturale.
7. Dalla valutazione alla costruzione del percorso personalizzato
Una volta raccolte le informazioni, il passaggio successivo è individuare le priorità del lavoro.
Il colloquio, l’osservazione posturale, la valutazione dell’appoggio plantare e gli eventuali approfondimenti recettoriali contribuiscono a costruire una visione più completa della persona.
A partire da questi elementi, possiamo definire insieme gli obiettivi e valutare quali strumenti siano più coerenti con le esigenze individuali.
In base al caso, il percorso può comprendere esercizi specifici, attività per sviluppare le capacità motorie, lavoro sul controllo neuromotorio e strategie mirate alle componenti emerse durante la valutazione.
Quando indicato, possono essere presi in considerazione anche strumenti come il plantare propriocettivo, all’interno di un programma più ampio e personalizzato.
Non esiste una soluzione valida per tutti e nessuno strumento dovrebbe essere considerato indispensabile a prescindere dalla valutazione.
Il percorso viene costruito in funzione della persona e può essere rivalutato nel tempo, per verificare i cambiamenti e adattare il lavoro alle nuove esigenze.
La valutazione non serve a riempire una scheda: serve a prendere decisioni più consapevoli su come costruire il percorso.
Perché non basta scegliere gli esercizi giusti?
Un esercizio può essere utile, ma la sua utilità dipende dal contesto in cui viene inserito.
Prima di scegliere cosa fare, è importante comprendere quali siano le esigenze della persona, quali informazioni siano emerse dalla valutazione e quali obiettivi abbiano la priorità.
Questo è il motivo per cui non partiamo da una lista di esercizi da proporre indistintamente.
Partiamo dalla persona, raccogliamo informazioni e definiamo una direzione di lavoro.
Lo stesso principio vale per chi desidera migliorare la propria efficienza fisica, riprendere un’attività sportiva, sviluppare le proprie capacità o affrontare con maggiore consapevolezza le attività quotidiane.
Non è necessario avere dolore per voler conoscere meglio il proprio corpo e migliorare il proprio movimento.
Il metodo Kinema Lab: prima comprendere, poi intervenire
In Kinema Lab consideriamo la valutazione un passaggio fondamentale per costruire un percorso coerente con le caratteristiche e gli obiettivi della persona.
Il nostro approccio integra il colloquio, l’osservazione posturale e la valutazione recettoriale, con approfondimenti scelti in base alle necessità del singolo caso.
Non proponiamo un protocollo identico per tutti e non consideriamo un singolo test sufficiente a spiegare ogni caratteristica del corpo.
Cerchiamo invece di raccogliere informazioni utili, interpretarle nel loro insieme e utilizzarle per orientare il lavoro successivo.
Perché ogni persona ha una storia, esigenze e obiettivi differenti. E un percorso sensato deve tenere conto di queste differenze.
Vuoi capire da dove partire?
Se desideri migliorare il tuo movimento, conoscere meglio le tue caratteristiche posturali o individuare un percorso coerente con i tuoi obiettivi, il primo passo è comprendere la tua situazione individuale.
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